Rapporto OCSE: Italia frenata da un basso livello di competenze

Il rapporto tra formazione e professione, in Italia, risulta viziato da un gravissimo deficit di fondo: lo scarso livello di competenze dei lavoratori. È questo il quadro che emerge dall’ultimo Rapporto OCSE sulla “National Skill Strategy” presentato lo scorso 5 ottobre presso la sede del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Attualmente l’Italia è infatti intrappolata in un low-skills-equilibrium, un basso livello di competenze generalizzato: una situazione in cui la scarsa offerta di competenze è accompagnata da una debole domanda da parte delle imprese. Modesti livelli di skills dei managers e dei lavoratori si combinano con bassi investimenti in tecnologie che richiedono alte competenze e con scarsa adozione di pratiche di lavoro che ne migliorino la produttività.

L’investimento ridotto e poco efficace sulla formazione ha implicazioni negative di lunga durata sulla produttività e sul benessere. Migliorare i livelli di competenza dei lavoratori sarà dunque cruciale per favorire una crescita che sia sostenibile ed inclusiva in tutto il territorio nazionale.

Da questo punto di vista, lo studio suggerisce alle imprese di investire sulla formazione di alta qualità dei propri lavoratori e sulle competenze imprenditoriali e manageriali delle figure apicali. Migliorare tali performance faciliterà infatti un incremento della produzione e della competitività delle imprese italiane.

 

 

Ultimo aggiornamento: 1 marzo 2018

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