Guida Apprendistato Professionalizzante

Definizione

L’ apprendistato professionalizzante è un contratto a tempo indeterminato finalizzato alla formazione e all’occupazione dei giovani. La sua caratteristica principale è il contenuto formativo: l’azienda è infatti tenuta ad impartire all’apprendista la formazione necessaria al conseguimento di una qualifica professionale.

Destinatari

Possono essere assunti con contratto di apprendistato professionalizzante giovani italiani o con permesso di soggiorno di età compresa tra i 18 e i 29 anni (30 anni non compiuti). Il numero complessivo di apprendisti che un datore di lavoro può assumere varia a seconda del numero di dipendenti qualificati impiegati:

  • Da 0 a 2 dipendenti: massimo 3 apprendisti
  • Da 3 a 9 dipendenti: Il rapporto è di un apprendista ogni dipendente qualificato
  • Oltre 10 dipendenti: Il rapporto è di 3 apprendisti ogni 2 dipendenti qualificati

Tali limiti numerici si applicano computando non solo gli apprendisti assunti direttamente, ma anche quelli utilizzati per il tramite delle agenzie di somministrazione. Ai fini del calcolo del numero dei dipendenti aziendali, occorre considerare esclusivamente i dipendenti specializzati e qualificati, indipendentemente dalla tipologia di contratto (ad esclusione dei collaboratori a progetto)

I vantaggi per le imprese

Le aziende che assumono con contratto di apprendistato professionalizzante usufruiscono di incentivi di varia natura, a patto che garantiscano all’apprendista la formazione necessaria al conseguimento di una qualifica professionale.

Benefici economici

L’impresa ha la possibilità di inquadrare il lavoratore fino a due livelli inferiori rispetto alla categoria spettante in applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro. La contribuzione per gli apprendisti è pari al 10%. Tale regime contributivo agevolato è mantenuto per l’intera durata del contratto di apprendistato. In caso di trasformazione del rapporto di lavoro al termine del periodo di apprendistato, l’agevolazione contributiva del 10% viene riconosciuta per i 12 mesi successivi. Alle aziende fino a 9 dipendenti viene riconosciuto uno sgravio contributivo del 100% per i primi tre anni di contratto. Per gli anni successivi al terzo, resta confermata l’aliquota del 10% fino alla scadenza del contratto
di apprendistato. Le spese sostenute per la formazione degli apprendisti sono escluse dalla base per il calcolo dell’IRAP

Benefici normativi

Fatte salve specifiche previsioni di legge o di contratto collettivo, gli apprendisti sono esclusi dal computo dei limiti numerici previsti per l’applicazione di particolari normative o istituti.

La Formazione

La formazione è elemento essenziale del contratto di apprendistato: l’azienda è infatti tenuta ad impartire all’apprendista la formazione necessaria al conseguimento di una qualifica professionale. La normativa distingue tra:

  • Formazione di base e trasversale, che deve essere obbligatoriamente erogata da organismi accreditati;
  • Formazione tecnico-professionale, svolta sotto la responsabilità del datore di lavoro.

La formazione di base e trasversale è uguale per tutte le figure professionali ed è finalizzata all’acquisizione di competenze relative ai comportamenti relazionali, alla sicurezza sul lavoro, alla contrattazione e all’organizzazione aziendale. La formazione tecnico-professionale è invece specifica per la mansione che l’apprendista dovrà svolgere in azienda ed è finalizzata all’acquisizione di competenze specialistiche relative al suo profilo professionale.

Formazione di base e trasversale

La formazione di base e trasversale, da avviare entro 6 mesi dall’assunzione, va effettuata in orario di lavoro ed è affidata a organismi accreditati per la formazione, che possono erogarla internamente o esternamente all’azienda. Questo tipo di formazione è disciplinata e finanziata da Regione Lombardia, nei limiti delle risorse annualmente disponibili, mediante lo strumento della Dote Apprendistato. La durata della formazione sulle competenze di base e trasversali è definita da Regione Lombardia in base al titolo di studio conseguito dall’apprendista. In particolare:

  • Apprendisti in possesso di licenza elementare o media: 120 ore
  • Apprendisti in possesso di qualifica o diploma di scuola secondaria: 80 ore
  • Apprendisti in possesso di laurea o titolo equivalente: 40 ore

Formazione tecnico professionale

La formazione tecnico-professionale è finalizzata all’acquisizione di competenze specialistiche relative al profilo professionale in cui è inquadrato l’apprendista (utilizzo delle macchine utensili, utilizzo degli strumenti informatici, lettura delle scritture contabili, etc.). La durata, l’articolazione e le modalità di erogazione di questo tipo di formazione sono definite dalla contrattazione collettiva nazionale in funzione delle qualifiche professionali da conseguire. Per quanto riguarda le modalità di erogazione della formazione, salvo che i CCNL prevedano specifici obblighi o limitazioni, l’azienda può scegliere di svolgerla in aula, on the job, nonché tramite gli strumenti della formazione a distanza (FAD) e dell’e-learning

Il Piano Formativo Individuale

Il Piano Formativo Individuale (PFI) è un documento obbligatorio nel quale vanno indicati, alla luce degli obiettivi che si intendono perseguire, il percorso formativo e la ripartizione dell’impegno tra la formazione interna e quella esterna. Esso va elaborato entro 30 giorni dall’assunzione in coerenza con i profili formativi fissati dal contratto collettivo di riferimento. Il Piano Formativo Individuale deve inoltre contenere:

  • i dati relativi all’azienda, all’apprendista e al tutor aziendale;
  • l’indicazione del profilo professionale o formativo di riferimento, con gli obiettivi da conseguire espressi in termini di conoscenze e competenze;
  • le modalità di articolazione e di erogazione della formazione.

Il Tutor

Il datore di lavoro deve garantire all’apprendista la presenza di un tutor o di un referente aziendale idoneo ad affiancarlo nel percorso lavorativo e formativo. Salvo specifiche indicazioni contenute nel CCNL di settore, la normativa non prevede obbligo di formazione specifica per il tutor aziendale. Tuttavia, la partecipazione a percorsi formativi che chiariscano gli aspetti di carattere metodologico, progettuale e procedurale legati al suo ruolo risulta funzionale al corretto assolvimento degli obblighi normativi previsti dal contratto di apprendistato. Il lavoratore dipendente designato dall’impresa per le funzioni di tutor deve:

  • avere almeno tre anni di anzianità;
  • possedere un livello di inquadramento pari o superiore a quello che l’apprendista avrà alla fine del contratto di apprendistato;
  • svolgere attività coerenti a quelle dell’apprendista

Le Sanzioni

In caso di inadempimento dell’obbligo di formazione, il personale ispettivo emette un provvedimento con cui dispone al datore di lavoro un congruo termine entro il quale attuare il piano formativo previsto dal contratto. Nel caso in cui non vi sia un tempo congruo per recuperare il debito formativo, si applicheranno le seguenti sanzioni:

Integrazione contributiva

L’inadempimento dell’obbligo formativo comporta che il datore di lavoro debba versare la differenza tra la contribuzione versata e quella dovuta con riferimento al livello di inquadramento finale che l’apprendista avrebbe raggiunto alla fine del periodo di formazione, maggiorata del 100% (con esclusione di qualsiasi altra sanzione per omessa contribuzione). In altri termini, il datore deve versare i contributi per l’apprendista come se questi fosse stato fi n dall’origine inquadrato nel livello superiore.

Sanzione amministrativa

Il mancato rispetto dell’obbligo formativo può comportare una sanzione amministrativa pecuniaria a carico del datore di lavoro compresa tra i 100 e i 600 euro. In caso di recidiva, la sanzione è compresa tra i 300 e i 1.500 euro.

Annullamento e conversione del contratto di apprendistato

Essendo la formazione elemento essenziale del contratto di apprendistato, la sua assenza può comportare la nullità del contratto e la sua automatica trasformazione in un normale rapporto di lavoro a tempo indeterminato.

FAQ

L’apprendistato è regolato dal D.lgs. 81/2015, nonché dagli accordi interconfederali, dai contratti collettivi e dalle leggi regionali.

Alla scadenza del contratto di apprendistato, il contratto si trasforma automaticamente in un ordinario rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato (sempre che entrambe le parti non abbiano esercitato, con il dovuto preavviso, la facoltà di recesso).

Durante l’apprendistato trovano applicazione le sanzioni previste dalla normativa vigente per il licenziamento illegittimo.

, i lavoratori in mobilità possono essere assunti con contratto di apprendistato a prescindere dall’età anagrafica

Il contratto di apprendistato può essere a tempo pieno o part-time, a patto che la durata delle prestazioni lavorative sia tale da permettere il conseguimento della qualifica professionale oggetto del contratto.

Per i datori di lavoro che svolgono la propria attività in cicli stagionali, i contratti collettivi nazionali di lavoro stipulati dalle associazioni sindacali possono prevedere specifiche modalità di svolgimento del contratto di apprendistato, anche a tempo determinato.

Ciascun tutor può affiancare non più di 5 apprendisti contemporaneamente. Per le imprese artigiane valgono le
proporzioni numeriche poste dalla legge-quadro di settore.